Miko e Szymon, sigillo da campioni

 Miko e Szymon, sigillo da campioni

Altro che allenamento per Roma Capitale, i due polacchi hanno fatto tutto sul serio timbrando il primo successo straniero dell’era moderna di un Rallye che vanta antica nobiltà. Degno rivale il trentino Zanolli, vincitore di tappa per la Coppa di Zona. Ottimo terzo sul podio Oriella

San Martino di Castrozza, 20 giugno 2026_ Neanche nel più bello dei sogni, rimanendo con le ruote per terra. Il San Martino dopo lustri di nobiltà tricolore si è offerto alla Coppa Rally di Zona 4 e la vittoria dell’edizione 2026 è andati ai campioni europei in carica. Risultato sensazionale non certo perché si potesse mettere in dubbio il valore dei polacchi Mikolaj Marczyk e Szymon Gospodarczyk su Skoda Fabia RS Rally2, sebbene dichiaratamente venuti in gara test per preparare Roma Capitale. Sensazionale perché è il primo sigillo straniero dal 1995 quando il Rallye venne rifondato da San Martino Corse, fregiandosi sempre dell’etichetta “Internazionale” come eredità dell’epoca d’oro, quando in quattordici edizioni si contarono tre firme d’oltralpe: 1968, il tedesco Wilfried Gass, 1970 lo svedese Harry Källström, 1976 il francese Bernard Darniche. “Un onore vincere qui dove prima di noi ha corso Robert Kubica con meno fortuna”. Ma Miko se l’è dovuta sudare, allenandosi a dovere contro sparring partners decisi a metterlo alla frusta. Soprattutto un Alessandro Zanolli in gran spolvero assieme al fido Denis Pozzo, al comando fino al secondo Manghen (ps 5) conservando mezzo secondo di ardita speranza. Piazza d’onore che vale al pilota trentino un’altra vittoria per la Coppa di Zona dopo quella al Paganella in aprile. Terzo orgoglioso sul podio il bassanese Paolo Oriella affiancato da Sandra Tommasini, artefice di una prestazione costante e solida. Top ten tutta di Skoda Fabia RS, fuori presto dal coro (primo Manghen, ps 2) entrambe le Hyundai i20 in lizza: un principio d’incendio su quella di Alessandro Battaglin, foratura e rottura di un cerchio per l’esemplare di Claudio Cogo. La medaglia di legno per Giacomo Pasa che però si è tolto la soddisfazione di segnare lo scratch sull’ultima Gobbera (ps 7), dopo che uno scherzo del meteo ha mandato ai matti la seconda Val Malene (ps 6), con Nicola Sartor fenomenale su Peugeot 106 S16 calzando gomme da bagnato all’anteriore: Il migliore nel parziale beffando di 0’’4 Massimiliano Meneghetti, comunque vincitore della Classe RS 1.6 Plus con margine di 17’’7 proprio su Sartor. Restando all’assoluta, il quinto posto di Manuel Sossella e Gabriele Falzone è tanta roba a distanza di otto anni dalla loro vittoria assoluta, ora che gareggiano con il contagocce. Oltre 1’ tra Alberto Dall’Era sesto e Federico Bottoni settimo, con il portacolori della Scuderia Palladio che però conserva il primato provvisorio di Coppa. Sotto ai 3’ dal vertice in sequenza Michael Mattivi, Michele Sambugaro e Giovanni De Zulian, sorridendo all’arrivo: segno che il traguardo del San Martino appaga sempre. Undicesimo e primo di Rally 4 il parmense Roberto Vescovi su Lancia Ypsilon HF alla sua prima uscita stagionale, efficace come quando riusciva a inanellare presenze ravvicinate e primati di categoria. Dodicesimo e primo di Super 1600 su Renault Clio il comasco Luca Sassi, precedendo Leonardo Scalco su Renault Clio Rally 3, alfiere della Pintarally Motorsport. Detto di Meneghetti, ottimo 14. assoluto, delusione in volto per Giovanni Costenaro 15. con la Skoda targata Hawk Racing Club: “Giornata da dimenticare, prove difficili e tecniche, la pioggia ha complicato le cose e io non ero proprio ispirato”. Tutte arrivate le 13 Renault Clio Rally 5 con successo di classe per Andrea Zanon davanti ad Alex Bertolini e Roberto Pellè. Partiti in 92, al traguardo 73 equipaggi. Ci sono state edizioni ben più massacranti di un Rallye radicato nella storia della specialità, sempre ospitale e accogliente con tutti i suoi protagonisti. Questo avrà un motivo speciale per essere ricordato. (foto Andrea Dalmonech)

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