Tutti in riga, che bravo Zanolli

 Tutti in riga, che bravo Zanolli

Miglior tempo nella “Smart cittadina” in 2’38’’6, battuto Oriella di 0’’6
Inizio ad handicap per Marczyc campione europeo con penalità di 10’’

San Martino di Castrozza, 20 giugno 2026_ Sarà anche sceso di categoria il San Martino 2026 valido per la Coppa Rally di Zona 4, ma l’imprinting di classe e prestigio prescinde dalla situazione contingente. Per questo una folla appassionata si è goduta ieri sera la “Smart cittadina” come non fosse cambiato niente rispetto agli anni scorsi, plaudendo e gasando gli equipaggi nella successione degli start fino all’apoteosi conclusiva, quando sono entrate in scena le vetture più potenti. A lungo è durato in vetta Stefano Maccagnan su Citroen Saxo Vts K10 (3’01’’0). Si sono dovute attendere le Lancia Ypsilon Rally4 di Roberto Vescovi (3’00’’0) per un cambio di leadership, seguita da quella di Denis Vigliaturo (2’56’’7) che ha frantumato la soglia fatidica dei 3’, primato ulteriormente limato dalla Renault Clio Rally3 di Leonardo Scalco (2’54’’6). Poi sono entrate in scena le Rally2 Evo e si sono passati il testimone Giovanni De Zulian (2’48’’1), Armando Donazzan (2’45’’8), Alberto Dall’Era (2’42’’3), Paolo Oriella (2’39’’3) e Alessandro Zanolli (2’38’’6) autore del miglior tempo assoluto. Tutti su Skoda Fabia RS, compreso l’esemplare di Manuel Sossella (2’42’’6) e del campione europeo Miko Marczyc (2’40’’5), quest’ultimo penalizzato di 10’’ per l’errore a un controllo orario, retrocesso così al 12. posto con 11’’9 sul groppone. Riuscirà il polacco a risalire la china oggi nel doppio passaggio su “Manghen”, “Val Malene” e “Gobbera”? Per lui il San Martino è gara test, ma di sicuro non si vorrà dimostrare arrendevole al cospetto di avversari non titolati, comunque fieri e arcigni, stimolati dalla sua stessa presenza. Tanto che ieri sera sono andati tutti molto forte: un anno fa Stefano Albertini, vincitore del Rallye, timbrò il graffio cittadino in 2’45’’6, Zanolli fece il quinto tempo in 2’47’’1. Miglioramento di 8’’5 da spiegare con l’evoluzione del mezzo, la maggior disinvoltura del pilota, forse un asfalto con più grip? E che dire di Maccagnan, il quale con la stessa vettura fece 3’14’’5? Domande pertinenti, le risposte stasera, dopo la conclusione di un San Martino sempre all’altezza della tradizione.

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