Zanchetta Giurisato Historic San Martino 2015 Fotosport

Rallye San Martino: ieri, oggi e domani…

L’epopea del padovano Giuseppe Zanchetti tra passato, presente e futuro… – 

Bisogna esserci a San Martino per capire e comprendere, cioè ascoltare e sentire le suggestioni del Rallye, orgoglio della gente del Primiero. Non sarà più la sfida d’antan, quando le strade erano sterrate, gli orari notturni, s’incrociavano animali e si sfiorava una folla sui tornanti. Ma è ancora una gara che ti prende il cuore e fa pulsare emozioni. Sabato mattina, qualche nuvola in cielo, la meraviglia delle Pale dolomitiche e il ruggito dei motori che si scaldano. Te li immagini piloti e navigatori nell’abitacolo, ognuno con il proprio rito scaramantico e la concentrazione che sale di livello mentre la vettura si avvicina allo start… “E sì, erano proprio un’altra cosa i rally di una volta – racconta Giuseppe Zanchetti – ma il Rallye è ancora magico di suo, non teme confronti, piace ancora tanto sebbene i miei colleghi storici vorrebbero una gara a sé stante, svincolata dal moderno”. Scorri l’albo d’oro e scopri che questo signore padovano è arrivato terzo assoluto nel 1972 navigando Luciano Trombotto su Fiat 124 Spider. Davanti a loro solo i mitici Munari-Mannucci e Pinto-Macaluso. “Eravamo mitici anche noi, io che nel 1967 corsi a fianco di Alberto Smania con una Fiat 124 che non era Spider e aveva come unico sponsor la Sambuca Liviana, non so se mi spiego”. Anno 1973, Zanchetti è al volante di una Renault Alpine con lo pseudonimo di Zittenach e a leggergli le note è Gianluigi Messi, un quotato giocatore di pallacanestro. “Mi dovevo nascondere per questioni di contratto Fiat”, sussurra mentre sfoglia l’album dei ricordi e recupera un’immagine del 1970: “Eccomi qui con Luca Cordero di Montezemolo, ancora su Fiat 124 Spider. Durò poco, ci capotammo subito”. Poi un salto epocale fino all’altro ieri, anzi, all’anno scorso con una Lancia Beta Montecarlo, equipaggio Zanchetti-Giurisato: “Abbiamo fatto appena un chilometro del Manghen e alla curva del diavolo si è rotto il cambio”. Per questo sono tornati nel 2016 e il “Bepi” promette di esserci anche negli anni a venire…

Carlo Ragogna

Adetto Stampa Rally San Martino