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Rallye San Martino 2019, si alza il livello di stress

Miele in allenamento al Lanterna ha sperimentato una beffa in extremis 

E ora mancano 10 giorni al via della sfida che assegnerà lo scudetto Wrc

3 settembre 2019 – I suo rivali sono fermi da Alba. Anzi, Marco Signor nella gara piemontese si è dovuto ritirare per guai vari alla sua Ford Fiesta, mentre Luca Pedersoli con la Citroen Ds3 ha incassato i punti del secondo posto e lui, Simone Miele, leader del Campionato Italiano Wrc, quelli del terzo. Prima di affrontare la sfida decisiva, il 39° Rallye San Martino di Castrozza (13/14 settembre) che assegnerà lo scudetto 2019, il driver di Olgiate Olona ha sperimentato lo scorso fine settimana una beffa in extremis “allenandosi” al Lanterna con la Citroen Ds3 Giesse Promotion: foratura nell’ultima prova speciale, spreco totale dei 50’’ di vantaggio sul rivale di giornata, che si è quindi preso la vittoria. Errore fatale sempre possibile quando si cerca il limite. Una lezione importante prima di San Martino, corsa senza appello. “Già, proprio così” sottolinea Simone. Ora lo sforzo mentale è teso a tramutare l’errore in un vantaggio, aumentando il livello di concentrazione: “Debbo ammettere che il livello di stress è piuttosto elevato, siamo in una posizione che non ci aspettavamo e nella quale non sono mai stato. Luca e Marco rispetto a me sono dei veterani, sono già andati forte al San Martino e sanno gestire la pressione. Dovranno fare gara d’attacco mentre io potrò correre in difesa, almeno fino a un certo punto. Ma per quanto mi riguarda sarei certamente più sciolto se avessi una sola strategia davanti”. Con ogni probabilità il Rallye sarà un rebus indecifrabile sino al traguardo, tanto più considerando il coefficiente maggiorato a 1,5 che complica le possibilità di calcolo. Miele ci arriva con 69,5 punti dopo un viaggio pulito, contro i 58 di Signor e i 57 di Pedersoli che hanno già uno scarto a zero, cioè un ritiro a testa. Attenzione poi a Corrado Fontana e alla sua Hyundai i20, fuori dai giochi scudetto in una stagione di rara sfortuna (quattro ko su cinque gare), ma in grado di scompaginare il quadro per la bellezza di un traverso fra le guglie imperturbabili delle Dolomiti.

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