News & ComunicatiRally 2019

Daprà certifica: “Siamo tutti figli del San Martino”

Una doppia Fiesta per la prima in Wrc di papà Matteo assieme a Fabio Andrian 
e il debutto su R2 del rampollo diciottenne Roberto con l’esperto Francesco Orian

7 settembre 2019 – Una volta di più bisogna ammettere la “verità” intrinseca del libretto scritto dal compianto Beppe Donazzan: “Tutti figli del San Martino” (edizioni Lìmina). Piloti e navigatori, tifosi e appassionati del bel tempo che fu, ma anche tanti nuovi protagonisti in macchina e innamorati dell’arte del traverso, si vanno ancora abbeverando alla fontana (si spera) inesauribile del Rallye sulle Dolomiti. Testimonial diretto di questo “imprinting” da derapata e controsterzo il trentino Matteo Daprà, pronto a impugnare il volante nella gara di casa con una doppia novità: “Per la prima volta sarò al via con una vettura Wrc, un sogno che si realizza, senza ombra di dubbio. Inoltre quest’anno debutta mio figlio Roberto, neopatentato, quasi certamente il più giovane partecipante e straordinario motivo d’orgoglio. Avrà al suo fianco l’esperto Francesco Orian, partner ideale per cominciare l’avventura”. Doppia Fiesta ai maschi Daprà, Wrc ed R2 griffate Gda Communication. Forti sensazioni da metabolizzare: “Il San Martino è un mito, quando corri qui – sottolinea “don” Matteo – senti di essere in un contesto speciale. Dal 2010 a oggi l’ho fatto sette volte, cinque in Super 1600 e due in Super 2000, ottenendo cinque primi e un secondo posto di Classe, oltre a un ritiro per rottura meccanica. Sempre al mio fianco l’amico Fabio Andrian. Quest’anno abbiamo partecipato a quattro tappe del Ciwrc, saltando solo Alba. Per noi una terza posizione in R5 che siamo pronti a sacrificare vista l’opportunità di passare alla Classe regina, anche se non sarà facile viaggiare subito competitivi, considerando il livello dei piloti che si battono per lo scudetto e la nostra scarsa conoscenza del mezzo preparato dalla RB Motors. Ma metteremo il massimo per divertirci il più possibile e gustare le emozioni che la vettura è in grado di trasmettere”.

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